Da piccolina caddi in una pagina…

Il 2 dicembre è stato il mio compleanno. Parlando con un’amica ho pensato che sarebbe stato un bel regalo scrivere il primo articolo del mio nuovo blog quel giorno. Ma così non è stato… i festeggiamenti, gli auguri, i regali… non ero pronta, o forse lui non era pronto per me. Ma oggi, dopo che questa pagina bianca mi ha fissato a lungo, le parole sono uscite, sono scivolate fuori dal cuore e dalle dita per posarsi proprio qui: un posto che mai avrei pensato potesse esistere.

Il mio destino probabilmente era segnato fin da piccola, circondata da libri e riviste, in compagnia di mia nonna mi perdevo spesso tra le pagine dei libri (ecco il perché del titolo di questo articolo).* Non che mi dispiacesse, anzi… le storie che mi raccontava e che poi leggevo da sola una volta iniziata la scuola erano per me uno dei tanti momenti che bramavo appena rientrata a casa. E che spiega i miei tragici pianti arrivati al momento di tornare da mamma e papà, tanto che a volte erano costretti a lasciarmi dormire da nonna.

Beh, sicuramente ha influito anche il mio trascorso da figlia unica: tornare a casa e avere solo la nonna con cui giocare, nonostante i suoi coraggiosi tentativi, non è di certo la principale aspirazione per un bambino. I libri diventavano così un mondo in cui incontrare personaggi meravigliosi che prendevano vita anche fuori dalle pagine, che mi accompagnavano a scuola, al parco, sotto le coperte, ovunque. Certo, giocavo con gli altri bambini, e a quel punto i miei piccoli amici si nascondevano per un pò nella tasca dei miei pantaloni, sotto il cuscino, nell’armadio o in qualsiasi altro posto adatto alla loro misura, in attesa del mio ritorno.

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Crescendo, ho scoperto che i personaggi dei libri crescevano con me: non mi accompagnavano più ovunque, ma la sera, sotto il piumone caldo, ricomparivano…E ancora oggi, quando meno me l’aspetto, ritornano. Forse sono loro che mi hanno spinta a dedicarmi a questo posto, a condividerlo con voi. Forse qui riusciranno a prendere voce, non solo quelli passati, ma anche i nuovi, perché possano fare compagnia anche a voi per un giorno, un mese o una vita intera.

*Il primo libro di cui parlerò, non a caso, è Da piccolino caddi in una pagina, scritto da Antonio Ferrara e illustrato da Lucia Sforza per la casa editrice Artebambini, che ne parla così:

Di cosa si tratta? Di un libro che parla del desiderio (a volte precoce, a volte tardivo) di scrivere, di mettere in fila su una pagina parole ed emozioni. Si tratta di un finto saggio che rinuncia volontariamente al tagliente e gelido linguaggio filosofico, cercando di rimanere morbidamente letterario.

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Ecco, direi che non c’è descrizione migliore per questa splendida opera d’arte. L’idea che sia scritto come un abecedario letterario mi ha sempre affascinato moltissimo, per non parlare delle illustrazioni, una per ogni lettera dell’alfabeto. Amo questo libro perché sa esprimere alla perfezione l’intensa bellezza e difficoltà dello scrivere.

Il sole trova una finestra aperta, la scrittura ti si presenta all’improvviso come una vecchia ragazza, giovane ed esperta, saggia e bellissima, e ti sorride. Sta davanti al mare. Arriva con in mano un vassoio col caffè caldo. Per te. Ovunque si posa una bellezza senza fine. Appoggi una mano sul suo braccio che regge il vassoio. Le porcellane tremano, il suo cuore pure. Nelle tazze si raffredda il caffè. Si scaldano le parole. La storia comincia.

Il mio caffè qui si è freddato. A presto

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Da piccolino caddi in una pagina. Abecedario letterario, Antonio Ferrara, Ed. Artebambini, 2011, Bologna, pp. 79.

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